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Immagino che l'interesse nel pubblicare il resoconto del caso Elena sia dovuto al fatto di essere un caso clinico di una patologia somatica, la Takotsubo Syndrome (TTS), presentata come esempio paradigmatico di come «le disfunzioni psichiche possano generare alterazioni organiche» (p. 281). È insomma il resoconto di un trattamento di psicoterapia breve a impostazione psicodinamica (non mi pronuncio sul modello “PPM” di cui conosco poco a livello teorico ed empirico) di quello che si potrebbe chiamare un caso di “psicosomatica”, termine che va e viene di moda nel campo delle scienze psicologiche (P. Porcelli, Medicina psicosomatica e psicologia clinica. Milano: Raffaello Cortina, ). Al di là delle questioni nominalistiche e senza tirare in ballo aspetti parecchio complessi, nei limiti di spazio di questo commento vorrei soffermarmi su un quesito, ingenuo, ma solo in apparenza: perché la patologia medica interessa alla psicoterapia?
Il «problema cardine» (p. 288) della malattia di Elena, ossia il TTS, visto che la paziente non soffre di alcun'altra psicopatologia, è «la non ribellione alla figura materna e alle sue imposizioni, nonostante avesse la forza psichica per farlo» (ibidem).