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Il titolo è eloquente. Nel clima di aggressività e di odio dal quale siamo circondati, che tanti oggi patiscono e denunciano, Nicoletta Gosio ci convoca a guardare quanto di nostro c'è negli altri che detestiamo; e quanto dei nostri nemici c'è in noi, seppure ben celato dai meccanismi psicologici di difesa. Il crescendo di ira e insofferenza - scrive - va di pari passo con il rifiuto di fare i conti con le proprie fragilità, utilizzando gli altri come luogo di proiezione delle parti scomode di sé: «I responsabili, quelli che sbagliano, i cattivi, sono sempre gli altri (…); quegli altri vicini o lontani, familiari o estranei che sempre più vengono percepiti come un intralcio al proprio cammino, come una possibile fonte di vessazioni e una minaccia reale o potenziale» (p. 3). In una parola, nemici. La rabbia dunque come reazione difensiva primitiva e cieca, che solo a posteriori si riempie di contenuti razionali: politici, ideologici, psicologici, quali l'indignazione civile, la legittima difesa o magari l'amor di patria.
Nicoletta Gosio, psichiatra e psicoterapeuta, non assume mai accenti apodittici di denuncia epocale. Proprio come nel primo libro da lei pubblicato nel 2012, Nulla di personale (Bologna: Pendragon, ), dedicato all'investigazione del vuoto affettivo e dello sfilacciamento dei legami interpersonali nel nostro tempo, il suo è un tono garbato, delicato, dolente, che suscita in chi legge più sgomento che condanna. Con autentico spirito psicoanalitico, maturato nella sua lunga esperienza clinica, indaga lucidamente in se stessa e implicitamente ci induce a fare altrettanto. Capita così di riconoscersi più di quanto si vorrebbe in certi comportamenti diffidenti e astiosi che vengono descritti nei vari capitoli. Nel primo, “La maleducazione civile”, osserva come tanti di