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Questo è il primo libro che viene pubblicato in lingua inglese completamente dedicato alla “Scuola francese”, o “Scuola di Parigi”, del Rorschach; in precedenza sono apparsi solo alcuni articoli in riviste di lingua inglese - in particolare sulle pagine di Rorschachiana. Journal of the International Society for the Rorschach (vedi le segnalazioni di questa rivista in Psicoterapia e Scienze Umane a pp. 562-563 del n. 4/2007 e a pp. 164-166 del n. 1/). Dagli anni 1950 a oggi la “Scuola francese” si è notevolmente sviluppata e, in tale contesto, si devono ricordare la figura di Daniel Lagache e il suo impegno rivolto alla definizione dell'interpretazione del test di Rorschach. Da allora a oggi l'orientamento psicoanalitico che ha caratterizzato il gruppo di professionisti e accademici francesi - vedi l'interesse per la psicologia proiettiva di Didier Anzieu - ha visto emergere in particolare la figura di Nina Rausch De Traubenberg a cui è dedicato il primo capitolo del libro a firma di un'altra notissima esponente dell'interpretazione psicoanalitica del Rorschach, Catherine Chabert, il cui importante lavoro del 1998 Psychanalyse et méthodes projectives (Paris: Dunod, , II edizione) è stato tradotto in italiano nel 2006 (Psicoanalisi e metodi proiettivi. Roma: Borla). Testo imprescindibile per la conoscenza del pensiero e dell'approccio di Nina Rausch de Traubenberg è La pratique du Rorschach (Paris: PUF, ), in italiano La pratica del Rorschach (Torino: UTET, ); in questo libro riecheggia la presenza dei maestri e degli ispiratori di Rausch de Traubenberg, da Roy Schafer (recentemente scomparso) e David Rapaport a Bruno Klopfer e David Shapiro.
Nel libro a cura di Benoît Verdon e Catherine Azoulay non si parla solo di Rorschach dato che anche il TAT, il Thematic Apperception Test, occupa un posto di rilievo: ciò perché Vica Shentoub e Rosine Debray hanno sviluppato una metodologia di interpretazione psicoanalitica del test e un sistema di codifica che, tra l'altro, ha