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Per il trentennale della scomparsa di Elvio Fachinelli (21 dicembre 1989 - 21 dicembre 2019), Italo Svevo Editore porta in libreria Grottesche, un elegante volumetto che, attraverso la meticolosa curatela di Dario Borso, raccoglie il diario «psicosociologico» (p. 8) che Fachinelli redasse tra le metà del 1963 e la fine dell'estate del 1989. Come sottolinea nella Premessa Dario Borso - che dopo aver curato il precedente Al cuore delle cose. Scritti politici (Roma: DeriveApprodi, ) si conferma il più solerte erede del lascito intellettuale di Fachinelli - l'operazione compiuta da Fachinelli mette il lettore dinnanzi ad una straordinaria polivalenza letteraria: un insieme di annotazioni che si estende dal diario fenomenologico alla cronistoria sociopolitica italiana, passando per la psicoanalisi, la satira sociale e un tipo di aneddotica intempestiva, più vicina alle freddure da stand-up comedy che al genere intimamente confessionale. L'aspetto più intrigante del libro risiede probabilmente nel suo implicito ma ininterrotto dialogo con Freud, un marchio di fabbrica incontrovertibile tanto della penna del Fachinelli saggista che del Fachinelli clinico e psicoanalista: le annotazioni del “diario” ci vengono presentate numerate, una dopo l'altra, prive di una apparente scansione logico-sequenziale, ma tutte formalmente intessute dal ritmo e dalla struttura della Psicopatologia della vita quotidiana e de Il motto di spirito e la sua relazione con l'inconscio , come un incessante flusso di lapsus e altri biechi trucchi giocati dall'inconscio. Come suggerisce eloquentemente il titolo però, se l'ispirazione del volumetto è implicitamente freudiana, la sua matrice contenutistica appare decisamente anti-freudiana: a fare da spina dorsale alle 391 annotazioni, e dunque a inquadrare criticamente l'epocale trentennio che congiunge l'Italia agricola del dopoguerra con l'Italia industriale degli anni 1980, non è il perturbante (termine sintomaticamente assente) ma la categoria del