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Il volume, originariamente pubblicato in lingua inglese, raccoglie numerosi contributi di esperti nazionali e internazionali sull'opera e l'attualità del médecin-philosophe francese Pierre Janet (1859-1947), autore di solito relegato negli annali della storia della psicologia come studioso dell'ipnosi e del “subconscio”, e noto piuttosto per la sua posizione di precursore/antagonista di Freud alla corte di Charcot. Una certa riscoperta di Janet si era dovuta già negli anni 1970 grazie al voluminoso lavoro dello psichiatra e storiografo Henri F. Ellenberger (La scoperta dell'inconscio. Storia della psichiatria dinamica . Torino: Boringhieri, ) che, ispirato all'archetipo junghiano della Quaternità, collocava Janet tra i padri del pensiero psicodinamico accanto a Freud, Adler e Jung. Non è un caso che i curatori del presente volume, riecheggiando forse il lavoro di Ellenberger, parlino appunto di “riscoperta” di Janet, per la proposta teoricoclinica che si vuole qui offrire al lettore. Va infatti detto che, per quanto il lavoro pluridecennale di Janet sia esteso e degno di attenzione, esso è stato raramente oggetto di reale interesse da parte di ricercatori o clinici, pur avendo pervaso la psicopatologia