You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Che istituzioni psicoanalitiche conservatrici e autoritarie si aprano all'innovazione nella teoria e al pluralismo nella gestione del potere è il forte impegno di Arnold Richards. Secondo l'Autore, però, sostanziali innovazioni sono improbabili, finché gli psicoanalisti si attardano a ricamare sul pensiero del Maestro e a dibattersi in faide interne, piuttosto che confrontarsi seriamente con metodi di ricerca alternativi a quello clinico, nonché con i risultati delle discipline limitrofe (che dai tempi di Freud hanno fatto importanti progressi). A riguardo poi dell'adesione al marxismo e al comunismo di molti psicoanalisti nordamericani, l'Autore mostra - lavorando su quattro topoi presenti in filigrana nel discorso di Richards - quanto sia blanda l'influenza che detta adesione ha esercitato sulle loro concezioni dei processi mentali, e inoltre discutibile è la correlazione di quell'adesione con la prassi autoritaria dei medesimi psicoanalisti una volta arrivati al potere.