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Nell'analisi di Arnold Richards (2016) sugli psicoanalisti legati al Partito comunista americano (CPUSA) vi sono tre temi che meritano di essere approfonditi. In primo luogo, vi sono complessi fattori storico-politici dipendenti dalla peculiarità del comunismo americano, in relazione sia all'emigrazione della intellighenzia di sinistra tra le due guerre mondiali sia al costituirsi di gruppi elitari nei quali la componente ebraica è fondamentale. Il secondo aspetto critico riguarda il fatto che non basta considerare come marxista una prospettiva se incorpora i concetti di conflitto e dialettica, ma senza precisare quali effetti concreti essi hanno al livello della prassi sociale. Infine, proprio i concetti di “stile di pensiero” e “collettivo di pensiero”, che Richards mutua da Ludwik Fleck, inducono a una riflessione sulle ricostruzioni storiche della psicoanalisi intesa come sistema concettuale autoreferenziale.