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Quattordici anni. Questa è l'età di Atride quando suo padre viene ammazzato ed è questa l'età, più o meno, in cui si può verificare quel tipo di rottura psicotica che i Laufer chiamano breakdown evolutivo (Moses Laufer & M. Egle Laufer, Adolescenza e breakdown evolutivo . Torino: Boringhieri, ). Essi lo riferiscono alle vicissitudini della sessualità infantile messa a dura prova dalla pubertà, che rende “reale” il rischio dell'incesto e dell'omicidio, in quanto la sessualità genitale e la potenza muscolare sono ormai acquisite in modo irreversibile. Nella mia esperienza clinica, ho seguito in psicoterapia una ragazza e un ragazzo con una sintomatologia psicotica ascrivibile a questa lettura. Entrambi gli adolescenti hanno sofferto per alcuni mesi di allucinazioni che, trattate anche con i farmaci prescritti dallo psichiatra, sono regredite definitivamente. I due ragazzi sono diventati adulti dopo avere vissuto, all'interno della terapia, una crisi adolescenziale non psicotica. In questa storia clinica, narrata con accuratezza e partecipazione, nulla sappiamo della vita sessuale del giovane uomo chiamato Atride, quindi non possiamo fare ipotesi sulla sua sessualità; veniamo invece a conoscenza che proprio in quel delicato periodo della sua vita il capofamiglia è morto di morte violenta per mano di ignoti, e questo non può non avere avuto un forte impatto sulla sua aggressività.
Da psicoterapeuta infantile, ho letto questa drammatica vicenda secondo una prospettiva evolutiva. Il ragazzo è ormai adulto ma ricorda un bambino in età di latenza, per la precisione nella seconda latenza, periodo che va dagli otto ai dieci-undici anni. Viene descritto da Marco Piccinelli come «timido» e «reticente a parlare» (n. 3/2020, p. 482). Chi lavora con i bambini sa che in quella fase sono riservatissimi sui loro rapporti famigliari e che “parlano” solo attraverso lo “spostamento”, attraverso il gioco o i racconti fantastici, e che accolgono “le “interpretazioni” solo in quella forma.
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