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Ho inviato il caso Atride alla rubrica “Casi clinici” della Rivista perché capace di garantire un proficuo “dialogo” a distanza tra autore, curatori e lettori: ciò si è puntualmente verificato e ne sono grato. Avevo inoltre una motivazione affettiva, poiché la rivista è stata fondata da Pier Francesco Galli, che teneva un corso alla Scuola di specializzazione in Psichiatria quand'ero studente. Averlo ritrovato tra i commentatori del caso è stata una sorpresa piacevole e inattesa.
Vorrei menzionare qualche dato di alcuni anni orsono riguardo al reparto dove lavoro.