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Il titolo di questo libro non poteva essere più azzeccato: il narcisismo ha davvero mille volti, e in queste pagine il lettore potrà trovare una sorta di rassegna delle principali declinazioni di questa problematica condizione umana che nel corso dei decenni ha sempre più impegnato i clinici, ma anche i ricercatori (come hanno dimostrato le discussioni intorno all'elaborazione del DSM-5). Già quaranta anni fa Alice Miller, introducendo il concetto di narcisismo nel suo noto lavoro del 1979 Il dramma del bambino dotato (Torino: Boringhieri, ), scriveva: «È difficile trovare un altro termine di uso scientifico che abbia avuto tanta presa nel linguaggio comune, e che ora sia così arduo restituire di nuovo alla scienza» (p. 8). Ed è certamente affascinante ripercorrere la nascita e gli sviluppi di questo concetto nell'opera di tanti e così diversi psicoanalisti: un tema - questo del recuperare la storia di un'idea - che si potrebbe introdurre con un classico non tutti sanno che… fu Isidor Sadger (l'allievo di Freud che faceva focosi interventi alle riunioni del mercoledì di Vienna) quello che nel 1908 lo fece entrare nella terminologia psicoanalitica. La prima delle cinque sezioni in cui il testo è suddiviso tratta, appunto, della storia del concetto di narcisismo e delle sue evoluzioni, centrando l'attenzione sui contributi classici e sugli sviluppi del pensiero psicodinamico (passando attraverso l'analisi delle prime edizioni del DSM), fino ad arrivare all'oggi. Un oggi che è declinato nella seconda parte, introdotta da un interessante capitolo sulla concettualizzazione e sulla diagnosi (con riferimenti molto utili al PDM-2) fino ad approfondire cosa le neuroscienze possono offrire alla clinica nell'ottica di chiarire come operano i processi emotivi e cognitivi. La terza parte, dal titolo “Il narcisismo nel ciclo di vita”, illustra molto bene le tante declinazioni di questa psicopatologia vista secondo il parametro delle età della vita, dall'infanzia alla senescenza,