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Questo è il terzo volume pubblicato nella collana Il sapere psichiatrico - The Psychiatric Knowledge, diretta da Carlo Maggini e Riccardo Dalle Luche dell'editore Mimesis. Una biografia per certi versi atipica, un testo che può essere letto come una sorta di sapiente romanzo storico, o come un dettagliatissimo lavoro storiografico, percorso dallo stile incisivo e accattivante dell'Autrice che porta con sé e affascina il lettore nel ripercorrere le vicende della vita di Silvano Arieti, un maestro purtroppo dimenticato da molti. Vi è da dire che è stata la vita stessa di Arieti a essere affascinante, colma di esperienze intellettuali, professionali, scientifiche e culturali; una vita appassionata e appassionante, tanto che in una lettera di Mara Selvini Palazzoli diretta ad Arieti del 1967, in risposta all'invio di una copia appena edita di The Intrapsychic Self (Il Sé intrapsichico. Torino: Boringhieri, ), l'amica e collega italiana si stupisce di come faccia Arieti a trovare il tempo e le forze per produrre così tanto.
Bene ha fatto Roberta Passione nel redigere un testo snello e dinamico, rifuggendo dagli stili accademici ampollosi e pesanti, pur sottolineando (nella introduttiva “Nota per il lettore”) che ogni elemento da lei presentato è basato sull'accurata consultazione di fonti edite e inedite: prova ne sia che la base documentale del testo è costituita dalla ricerca che ha condotto l'Autrice presso i Silvano Arieti Papers custoditi nella Library of Congress di Washington.
La vita di Arieti si snoda tra il 1914, anno della sua nascita in quel di Pisa, e la prematura scomparsa avvenuta a New York il 7 agosto 1981. Dopo gli studi in medicina, nel 1939 Arieti lasciò l'Italia all'età di ventiquattro anni a causa delle leggi razziali e, pur non sapendo parlare inglese, si recò negli Stati Uniti portando con sé la vivacità intellettuale e la curiosità conoscitiva che non lo abbandoneranno mai. A New York, su consiglio del suo professore Giuseppe Ayala, prese contatto