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Questo libro indaga la natura dell'eredità, ovvero il modo in cui le informazioni biologiche sono trasmesse attraverso le generazioni. L'intento degli Autori, un biologo evoluzionista e un matematico, è di offrire una panoramica delle molteplici capacità di trasmissione dei caratteri ereditari esplorando non solo la nota e ortodossa eredità genetica,
ma addentrandosi nell'ancora misterioso mondo dell'eredità non genetica. I capitoli si snodano in un ricco e divertente excursus della storia della genetica, dagli esperimenti sulle piante di piselli del monaco Mendel alla nascita della genetica molecolare di Watson e Crick con la formulazione del “dogma centrale” e alla decifrazione del codice genetico degli anni 1960, dalla contrapposizione tra natura e cultura fino all'epigenetica e alle nuove frontiere della biologia molecolare.
Se dovessimo fare una sintesi di poche parole della tesi principale contenuta in questo libro, sarebbe questa: c'è molto di più nell'eredità delle sole sequenze di DNA. Ciò che viene trasmesso agli eredi, quindi, non è scritto solo nel codice genetico, ma è l'insieme di informazioni frutto dell'esperienza di vita e delle complesse interazioni dell'individuo con l'ambiente. Una voce critica, in aperta contrapposizione con la teoria convenzionale deterministica e genocentrica di watsoniana memoria. Va detto, tuttavia, che le idee presentate in questo libro non confutano la teoria evoluzionistica o il ruolo centrale dei geni nella trasmissione dei caratteri ereditari. Gli Autori intendono presentare l'ereditarietà genetica e non genetica come processi ereditari che operano in parallelo, pertanto l'eredità estesa integra anziché soppiantare quella genetica. Allo stesso tempo, l'eredità estesa non mette in discussione l'intuizione di base di Darwin, secondo cui la selezione naturale unita ai meccanismi ereditari costituiscono la condizione primaria dell'evoluzione adattativa.
Nel libro vengono più volte citate le opere di evoluzionisti dell'era m