You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Dana Birksted-Breen è una gentile signora dotata di grande stile, e una nota psicoanalista legata alla psicoanalisi britannica ma dotata di un background biculturale e bilingue (inglese e francese) che le permette di spaziare su varie tematiche. Nata negli USA, un Paese in cui ha vissuto solo per i primi mesi di vita, è cresciuta a Parigi e poi a Ginevra, si è laureata in psicologia alla Sorbona e ha proseguito la sua preparazione presso la Tavistock Clinic di Londra e la Sussex University. Ottenuto il dottorato e compiuta la formazione analitica, è entrata nella British Psychoanalytical Society nel 1980 ed è da tempo analista didatta. È stata editor della New Library of Psychoanalysis ed è attualmente editor-in-chief dell'International Journal of Psychoanalysis.
In questo suo lavoro - che esce nella collana “Attualità del pensiero psicoanalitico” diretta da Antonino Ferro - si apprezza la grande esperienza clinica e l'elaborazione originale che l'Autrice è stata in grado di produrre e di cui ha dato ampia prova nei suoi numerosi scritti. Gli echi della conoscenza della psicoanalisi franco-anglofona si notano in tutti i lavori riuniti in questo libro. Una speciale attenzione è dedicata alla dimensione del tempo - tempo della vita (il percorso evolutivo della persona) e tempo in psicoanalisi - e al concetto di “pene-come-legame”, e anche l'inclinazione a integrare due dimensioni che possono apparire in costante contrapposizione: il “qui-e-ora” e il “là-eallora” (ancora una volta una riflessione che include il parametro temporale). L'originalità del pensiero dell'Autrice si può apprezzare in tutti gli scritti che costituiscono i dodici capitoli del libro e che scandiscono l'iter del processo terapeutico: dal primo capitolo, “Allestire la scena”, all'ultimo, “Il termine nel processo dell'analisi”. Tra questi due capitoli si snodano le sue riflessioni e l'esposizione della sua personale visione della psicoanalisi clinica, come nel seguente passaggio: «Considero parte del