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Nella collana “Gli sguardi” esce questo libro di Rosa Romano Toscani, socia fondatrice della Società Italiana di Psicoterapia Psicoanalitica (SIPP) e Autrice di diversi testi (nelle edizioni FrancoAngeli sono stati pubblicati Comunicazione a due voci e, nel 2019, Percorsi in psicoterapia psicoanalitica).
Il testo, in cui si ripercorre lo sviluppo delle considerazioni freudiane sul tema dell'angoscia, è articolato in otto capitoli, preceduto da due contributi a firma di Filippo Maria Ferro e di Cristiano Rocchi e da una sintetica introduzione in cui l'Autrice espone le finalità del testo, sottolineandone il valore didattico. E, in effetti, si tratta di un tipico testo di studio, in cui è esposta una presentazione meticolosa e accuratamente commentata di un argomento - l'angoscia - che qualunque psicoterapeuta, qualsiasi sia la sua formazione di base e specialistica, affronta normalmente nel corso della sua attività professionale. Ma aggiungerei che questo libro permette al lettore esperto (non essendo pertanto indirizzato solo ai giovani in formazione) di vivere un'esperienza speciale che, nell'ordinario caos delle vite professionali di lavoro, è difficile vivere: ri-leggere testi freudiani di elevatissimo interesse, letti (forse) una volta o poche volte in anni lontani, come le Minute del 1892-97, Le neuropsicosi da difesa e Ossessioni e fobie (questi ultimi entrambi datati ). Naturalmente questi e altri scritti sono setacciati in base al tema in esame, ma ciò non è poco, dato che Freud si scontrò con le problematiche dell'angoscia, non meno che con quelle dell'isteria e delle nevrosi ossessive, fin dai primissimi anni delle sue ricerche. Si tratta pertanto di un lavoro di studio e di sistematizzazione che penetra trasversalmente all'interno di diversi testi freudiani (e non solo, ma su questo punto si aprono alcuni interrogativi in merito alla scelta degli autori citati