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In una recensione-saggio nel n. 3/2015, Psicoterapia e Scienze Umane si è già occupata dell'Open Dialogue, un approccio al trattamento degli esordi psicotici e della schizofrenia sviluppato in Finlandia dal team di Yaakko Seikkula dalla fine degli anni 1980 e che negli ultimi anni si è diffuso in varie parti del mondo. Questo metodo integra i princìpi dell'“approccio adattato al bisogno” di Yrjö Alanen, psichiatra e psicoanalista tra i pionieri della cura alla schizofrenia, con i princìpi della terapia sistemico-famigliare. Prevede un serrato lavoro di équipe (di cui tutti i membri sono formati alla psicoterapia), l'intervento immediato senza ospedalizzazione (l'équipe se è possibile si reca sempre a casa del paziente), l'inclusione nel trattamento delle persone più importanti che ruotano intorno al paziente (familiari e altre figure significative), il non utilizzo di farmaci antipsicotici, nell'idea che i sintomi positivi del paziente siano voci che trovano ascolto attraverso appunto un “dialogo aperto” che l'équipe media e facilita. Seikkula infatti – oltre che dagli studi di Lev Vygotsky sullo sviluppo del linguaggio – è