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L'articolo di testa di questo numero si pone in continuazione con quello pubblicato nel n. 4/2017, in cui David M. Clark ha presentato il programma inglese Improving Access to Psychological Therapies (IAPT); quell'articolo di David Clark era la sua relazione (aggiornata al luglio 2017) al convegno organizzato a Padova il 18-19 novembre 2016 dal professor Ezio Sanavio, autore appunto di questo articolo di testa in cui fa un resoconto dei lavori della Consensus Conference costituitasi a partire da quel convegno. Come spiegato nell'editoriale del n. 4/2017 (che è disponibile full-text alla pagina Internet francoangeli.it), il programma IAPT, finanziato dal governo inglese, è stato fondato nel 2008 da David Clark assieme a Richard Layard, un professore di economia alla London School of Economics (LSE), sulla base delle evidenze empiriche secondo cui nei disturbi mentali comuni (ansia e depressione) la psicoterapia è spesso più efficace dei farmaci (vi sono meno ricadute, gli effetti sono più duraturi e anche aumentano nel tempo, etc.); migliorando l'accesso alle terapie psicologiche nei Servizi di salute mentale si ottiene così non solo un maggiore benessere nella popolazione ma anche un guadagno per le casse dello Stato (minori assenze lavorative, minori costi indiretti dei disturbi, etc.). La psicoterapia – come peralto indicato dalle principali linee-guida internazionali prese in rassegna dalla Consensus Conference di cui parla Ezio Sanavio nel suo articolo – andrebbe quindi considerata come intervento di prima scelta, mentre spesso i medici, a causa della formazione che hanno ricevuto e dei condizionamenti delle case farmaceutiche, di solito si limitano a prescrivere farmaci e a non suggerire una