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Viene discussa la possibilità che gli psicoanalisti, in quanto intellettuali, senza rendersene conto possano avere il ruolo di “utili idioti”, nel senso di fare gli interessi di un determinato sistema di potere o di valori cui essi apparentemente si oppongono, rinunciando quindi a una concezione critica della psicoanalisi. Come è noto, l'espressione “utili idioti” viene attribuita a Stalin, che la usò per definire un certo tipo di intellettuali. Il possibile ruolo degli psicoanalisti come “utili idioti” è discusso in modo dettagliato nelle sue varie declinazioni e implicazioni, alla luce anche delle vicissitudini del movimento degli psicoanalisti di sinistra. Questo testo è stato letto al 3° Convegno del “Collegamento Psicoanalitico Internazionale” (Internationale Psychoanalytische Vernetzung) dal titolo “Sono ancora utili gli idioti?”, Palazzo delle Stelline, Milano, 3-4 giugno 1988.