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Baron-Cohen è uno dei più grandi esperti delle basi neurali e dei meccanismi cognitivi dell'autismo, dell'empatia e della mentalizzazione. Questo suo ultimo lavoro può leggersi come l'esito di un “lungo ragionamento” che a partire dagli anni 1980 marca fin dalle origini la sua ricerca tanto sull'autismo quanto sul mind reading. Di fatto nel 1995 con L'autismo e la lettura della mente (Roma: Astrolabio, ) il nostro Autore divulgava i vantaggi del mind reading e dei suoi meccanismi, mettendo a punto il suo modello teorico definito ToMM (acronimo di Theory of Mind Mechanism). Altrettanto di lì a poco, dalla sponda psicoanalitica, Fonagy approfondiva il tema della mentalizzazione e della comprensione degli stati mentali altrui, sottolineando il potenziale adattivo svolto da questa forma di social referencing (Peter Fonagy et al., Regolazione affettiva, mentalizzazione e sviluppo del Sé . Milano: Raffaello Cortina, ).
Seguendo il tracciato bioevoluzionistico, Baron-Cohen è stato uno dei primi studiosi a investigare il guadagno che ha arrecato ai nostri antenati saper “leggere la mente” dei loro simili. Questa abilità cognitiva, che permetteva di conoscere in tempo reale o addirittura anticipatamente le intenzioni dei consimili (essenziale soprattutto nell'attuazione di strategie collettive di difesa nei confronti dell'ambiente e dei predatori), costituiva una risorsa preziosa per la sopravvivenza e l'adattamento. E a questo punto, proprio rispetto all'uso e alle risorse di questo dispositivo sociale e interattivo, entra in campo il “soggetto” autistico.