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I terapeuti che hanno familiarità con il lavoro di Stephen W. Porges potranno trovare interesse in questo volume di esercizi pratici centrati sul paziente. L'Autrice tra le altre cose ha fondato con Porges il Polyvagal Institute (polyvagalinstitute.org), ha sviluppato il Rhythm of Regulation Clinical Training (rhythmofregulation.com) e tiene conferenze a livello internazionale sui modi in cui la teoria polivagale informa il lavoro con i sopravvissuti a traumi. È anche autrice del libro del 2018 La teoria polivagale in terapia: prendere parte al ritmo della regolazione (Roma: Fioriti, ), e con Porges ha curato Le applicazioni cliniche della teoria polivagale. La progressiva affermazione della teoria polivagale nelle terapie (Roma: Fioriti, ). Come è noto, Porges ha dato molta importanza all'attivazione involontaria, in condizioni di stress di entità più o meno grave, di pattern di risposte autonomiche volte a proteggere l'individuo dal pericolo (vero o presunto). Ha proposto la divisione del sistema nervoso autonomo in tre parti (a differenza della teoria classica, che differenziava solo simpatico e parasimpatico), ognuna delle quali agisce, per proteggere dalle minacce percepite, secondo una precisa «gerarchia autonomica» (p. 6): il sistema più antico, dorso-vagale, utilizza la strategia dell'immobilizzazione o collasso (freezing o shut down); il sistema nervoso simpatico integra la risposta di attacco e fuga (fight or flight) a quella dell'immobilizzazione; il sistema più recente, quello ventro-vagale, fornisce la capacità di raggiungere la sicurezza attraverso la connessione e il coinvolgimento sociale. Quando l'individuo si sente in pericolo saranno i primi due sistemi ad attivarsi, provocando una disconnessione dall'ambiente circostante e una disregolazione che sconnette il cervello dal corpo: uno stato che potremmo anche definire di perdita della mentalizzazione. Compito del terapeuta polivagale sarebbe quello di aiutare il paziente a riconoscere la pro