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A distanza di un secolo dalla prematura scomparsa di Hermann Rorschach (nato l'8 novembre 1884 a Zurigo e deceduto per una appendicite complicatasi in peritonite il 2 aprile 1922 all'età di soli 37 anni), è oggi ripubblicata in inglese la sua unica e principale opera psicologica, Psychodiagnostik, uscita nel 1921 in tedesco per i tipi dell'editore Ernst Bircher di Berna. L'edizione inglese che qui presentiamo è stata condotta sull'edizione originale tedesca del 1921 (prendendo quindi il posto della traduzione inglese curata da Paul Lemkau e Bernard Kronenberg che vide la luce nel ), arricchita da un imponente apparato di note, dalla Prefazione del presidente della International Society of the Rorschach and Projective Methods Fernando Silberstein, e da diversi capitoli introduttivi a firma dei curatori. Le principali traduzioni di Psychodiagnostik, oltre quella inglese già citata, sono apparse nel 1947 e nel 1948, rispettivamente in francese e in spagnolo, mentre si dovrà attendere il 1981 (sessant'anni dopo la pubblicazione originale!) per l'edizione italiana, tradotta da Leonardo S. Luzzatto con la revisione e presentazione di Carlo Rizzo (Psicodiagnostica. Roma: Kappa, 1981; nuova edizione rivista e ampliata a cura di Roberto Cicioni e Tommaso Caravelli: ).
La riproposizione di Psychodiagnostik è aperta, oltre che dalla Prefazione di Silberstein, da due brevi note di Gregory Meyer e di Mark Micale, dalla vera e proprio introduzione alla nuova edizione di Philip Keddy, da un estratto del necrologio a firma di Walter Morgenthaler, e da due importanti saggi di Rita Signer (che è stata per oltre vent'anni direttrice dei Rorschach Archives and Museum); in questi due saggi si ripercorre la nascita dell'interesse di Rorschach per le “macchie” e i suoi primissimi esperimenti della fine del 1912, che furono abbandonati e poi ripresi all'incirca cinque anni più tardi. Infatti nel 1918, sollecitato intellettualmente da numerose altre fonti, Rorschach riprese i suoi esperiment