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Il difficile percorso intrapreso da Ernesto de Martino nell'aprire un confronto tra antropologia e psicologia ha suscitato molte perplessità nel clima culturale degli anni 1960. Prima vengono discussi gli ostacoli incontrati dal progetto di ricerca sulle apocalissi culturali e i deliri di fine del mondo, e successivamente viene descritto il nuovo clima culturale che si sviluppò negli anni 1980, con l'emergere di nuovi paradigmi di pensiero favorevoli a un ripensamento del rapporto tra individuo e cultura. In questa prospettiva, il pensiero pionieristico di de Martino nell'intendere la presenza umana come intrinsecamente legata alle istituzioni culturali si prestò molto bene ad aprire una strada verso lo sviluppo di una psicologia complessa.