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L'articolo si muove dalla proposta di Sándor Ferenczi, che indica come principale fattore terapeutico l'esperienza vissuta del paziente nella relazione col suo analista. Questa prospettiva è approfondita da Michael Balint con il concetto di “nuovo inizio”, terapeuticamente efficace in ragione del contributo dello psicoanalista nel “qui e ora” e non grazie alla regressione del paziente. Dopo avere analizzato i rapporti fra il concetto di “nuovo inizio” e le tecniche psicoanalitiche negli anni 1930, infelicemente polarizzate fra esperienza vissuta e comprensione profonda (insight), viene proposta una soluzione alla controversia con il ripristino dell'uso mirato di una pluralità di tecniche terapeutiche.