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Lo psichiatra e il sesso, nonostante il titolo da inserto pruriginoso di settimanale bacchettone, è un libro che consiglio a tanti psichiatri. Qui ne propongo indicazioni, posologia e controindicazioni. Posologia e indicazioni: dosi moderate ma quotidiane ai tanti psichiatri convinti che la propria disciplina, dopo svariati Diagnostic and Statistical Manuals of Mental Disorders (DSM), sieda a pieno titolo accanto alle altre discipline mediche. Meccanismo d'azione: il libro introduce quote di necessario “pensiero critico” nella mente di chi si trova a prendere quotidiane decisioni terapeutiche, sempre anche inevitabilmente “etiche”, in modo quasi automatico grazie a protocolli e linee-guida. Si tratta di un saggio che ha l'ambizione di porsi come una critica alle tante critiche nei confronti dei DSM prodotti negli ultimi decenni, fino alla più recente del 2013, il DSM-5 (ricordiamo che il DSM-III è stato presentato, in anteprima per l'Italia, nel n. 4/1983 di Psicoterapia e Scienze Umane, il DSM-IV nel n. 1/1995, il DSM-5 nel n. 4/2013, e il DSM-5-TR è stato recensito nel numero scorso). Benvenuto fin dalle prime righe precisa che il DSM non usa il termine diseases (malattie) riferito al mentale ma utilizza il termine disorders, che nelle edizioni italiane è sempre stato tradotto con disturbo, mentre Benvenuto preferisce la traduzione più letterale di disordini che consente di porre subito in risalto l'essenza etico-politica e morale dell'intero sistema: i disordini sono immancabilmente oscillazioni rispetto a un presunto «ordine», a una presunta «normalità» (p. 22). In breve, il DSM proprio a causa delle dichiarate intenzioni di non abbracciare alcuna teoria rimane, a parere di Benvenuto, prigioniero di una quantità di teorie implicite di ordine filosofico di cui questo è solo un primo esempio.