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Questo volume di dimensioni importanti - e polisensoriale, nel senso che oltre a essere letto consente, tramite l'App Vesepia (cfr. pp. 13-14), di accedere a 12 video - si sviluppa, con l'ottimismo della pratica, in tre parti. La parte I (“Leggendo Basaglia, oggi”) traccia la fase del lavoro dall'Università di Padova alla direzione dell'Ospedale Psichiatrico di Gorizia. I riferimenti ai testi di Franco Basaglia Che cos'è la psichiatria? (Parma: Amministrazione Provinciale, ; Torino: Einaudi, ) e L'istituzione negata (Torino: Einaudi, ) avvengono a partire dall'attualità, vissuti e storie s'intrecciano, lasciando aperte domande e dilemmi. Un modo interessante per avvicinare i giovani ad avvenimenti e questioni spesso lasciate sullo sfondo, poco conosciute o date per acquisite. Nella parte II (“Aspettando Basaglia: l'altra storia della psichiatria”) si va da Pinel, Connolly, Marandon de Montyel, a Genova dove figure meno note come Dario Maragliano, Camillo Tomei, Luigi Maria Bossi ed Ernesto Belmondo che già nell'Ottocento pongono il tema del no restraint, fino alle vicende di Fanon e alla posizione di Basaglia di distruggere i manicomi, passando per l'esperienza delle Comunità terapeutiche e la Psichiatria di settore. La parte III (“Basaglia tra noi, oggi”) traccia con saggezza ed equilibrio i temi del lavoro quotidiano nell'attuale psichiatria di comunità: la casa come primo luogo di cura, l'analisi critica delle residenze, la coazione che, pur con intenzioni benigne, può riaprire la via della custodia, il potere psichiatrico, le contenzioni da evitare e prevenire. Il volume affronta in modo aperto il tema del consenso e del trattamento sanitario obbligatorio (TSO), e propone l'interessante passaggio dalla sorveglianza al sostegno nel rapporto con il pericolo e il suo controllo (il cap. 13, intitolato “Dalla sorveglianza al sostegno: psichiatria, libertà, controllo”, è ripreso da un intervento nella rubrica “Dibattiti” del n. 2/2017 di Psicoterapia e Scienze Umane).