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Uno dei due Autori di questo libro, Richard Layard, professore emerito di Economia alla London School of Economics (LSE), è un noto esperto di economia del lavoro e anche membro della Camera dei Lord (un suo precedente libro dal titolo Felicità: la nuova scienza del benessere comune - Milano: Rizzoli, 2005 - è stato tradotto in più di venti lingue); l'altro, David M. Clark, è professore di Psicologia alla Oxford University ed è conosciuto ai lettori di Psicoterapia e Scienze Umane per il suo articolo pubblicato nel n. 4/2017 dal titolo “Il programma inglese Improving Access to Psychological Therapies (IAPT)”. Come descritto in questo articolo, e come è spiegato anche nell'editoriale dello stesso numero, Layard e Clark fondarono appunto lo IAPT, un programma finanziato dal governo inglese e attivato dal 2008 che mira a “migliorare l'accesso alle terapie psicologiche” da parte della popolazione. Questo programma è basato su calcoli economici fatti alla LSE, una delle più prestigiose scuole di economia e scienze politiche, secondo i quali gli investimenti nel formare e assumere un alto numero di psicoterapeuti e altri professionisti delle relazioni di aiuto nel Servizio Sanitario Nazionale non avrebbero rappresentato una perdita in termini economici ma, anzi, avrebbero prodotto un guadagno per le casse dello Stato a causa di minori assenze lavorative, aumento di entrate tributarie, etc. Alla base dei calcoli fatti vi è il dato ormai incontrovertibile che proviene dalle ricerche empiriche secondo cui nella maggioranza dei disturbi mentali comuni (ansia e depressione) la psicoterapia è più efficace dei farmaci, i quali spesso inducono cronicità e ricadute. È di fondamentale importanza quindi, e non solo per il benessere dei cittadini, aumentare l'offerta di psicoterapia nei Servizi di salute mentale; in Italia, ad esempio, nei Servizi vi sono pochissimi psicoterapeuti, per cui i pazienti che necessitano di un trattamento psicologico sono costretti a ricorrere al mercato