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“Convitato di pietra è una presenza incombente (persona o cosa) ma allo stesso tempo invisibile, muta, conseguentemente piuttosto inquietante e imprevedibile, conosciuta da tutti ma da nessuno nominata”. Così nel linguaggio giornalistico, come risulta dal web. Il primo gennaio del 1959, per i tipi di Laterza, Giovanni Berlinguer e Severino Delogu pubblicarono La medicina è malata. Nello stesso anno Cesare Mannucci, Silvio Pozzani, Enzo Spaltro e Giancarlo Trentini pubblicarono con Nuova Mercurio La crisi della medicina. Crisi subentranti che caratterizzano il percorso della pratica medica e, al proprio interno, della pratica psichiatrica. Sessanta anni di crisi? Al negativo? Forse conviene cogliere il valore positivo nella crescita delle conoscenze e nello sviluppo di pratiche spesso contraddittorie, riconoscibili nelle determinanti e nel dipanarsi in mille rivoli.
Nel 2022 escono tre libri di protagonisti della pratica psichiatrica e della organizzazione delle conoscenze; gli autori di questi tre libri sono intervenuti nello scorso numero per offrire i loro punti di vista sulla crisi della psichiatria e la Legge 180. Andrea Angelozzi ha colto il fenomeno complessivo e ha ricostruito in maniera magistrale, come è suo solito, i percorsi. La proposta di dedicare alla questione un numero della rivista venne accettata e si decise di attivare un “dibattito”. Dibattito che si può osservare in controluce, dato che la virulenza e le arroganze di tanti atteggiamenti e punti di vista è molto attutita, verniciata di buonismo, potremmo dire che ora cane non mangia cane e credere nella pacificazione delle anime nel quadro dell'agonia prevista da Borgna con il santo in paradiso al cospetto diretto dell'Altissimo. Qualche punta di noia che non mi è congeniale. Seguirò la questione nelle “Tracce” dei prossimi numeri.