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La crisi della psichiatria è all'interno di quella del sistema di welfare pubblico universale. Il neoliberismo ha modificato il patto sociale, e la spinta all'individualismo e alla privatizzazione ha ridotto l'esigibilità dei diritti. La psichiatria di comunità italiana, senza Ospedali Psichiatrici civili e giudiziari, è sottofinanziata e in carenza di operatori, e ciò porta alla chiusura di molti Servizi, e gli utenti rischiano l'abbandono e la povertà dimenticando la rilevanza dei determinanti sociali della salute. La psichiatria viene ridotta a supporto della gestione dell'ordine pubblico con forme di neoistituzionalizzazione. La salute mentale dell'intero arco di vita dovrebbe essere di competenza di tutti gli operatori sanitari e sociali, con un'organizzazione dei Servizi per intensità di cura secondo la stepped care e con specifici percorsi. La psichiatria di comunità italiana va difesa come investimento, mediante alleanze con utenti, famigliari e società civile al fine di sviluppare il capitale sociale e il welfare di comunità.