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Il lavoro di Benno Rosenberg (1928-2003), psicologo clinico e psicoanalista, è poco noto al di fuori dell'ambito francofono, date le rare traduzioni dei suoi lavori; questa sua monografia, talvolta citata anche in Italia, compare a trent'anni dalla sua prima pubblicazione nel 1991.
Di origine romena, Rosenberg visse dapprima in Israele, dove studiò filosofia, quindi in Francia; membro titolare della Società psicoanalitica di Parigi, la sua ricerca, incentrata attorno ai temi dell'angoscia, del masochismo, della pulsione di morte e della psicosomatica, si è svolta in piena continuità con il Freud della seconda topica, tanto da guadagnargli il soprannome di “talmudista”. I suoi contributi sono però tutt'altro che devoti commentari; si tratta di avanzamenti metapsicologici originali, sempre condotti «nel modo più freudiano», come rileva Claude Le Guen a p. 4 della prefazione. Rosenberg è senz'altro autore di primo piano, come testimoniano alcuni recenti omaggi al suo pensiero (Benno Rosenberg, une passion pour les pulsions: Masochisme, angoisse, somatization. A cura di Evelyne Chauvet. Paris: In Press, 2019; Denys Ribas, The Work of Benno Rosenberg. International Journal of Psychoanalysis, 2022, 103, 6: 1104-1118) e ben rappresentativa è questa monografia che prende le mosse dai quesiti sollevati nel freudiano Il problema economico del masochismo del 1924. Benché infatti il masochismo rimanga ancora oggi una realtà paradossale ed enigmatica sia dal lato teorico che da quello clinico, di fatto non sono molti i lavori che nel tempo hanno provato ad affrontarlo. A parte alcuni testi classici come quello di Theodor Reik (Il masochismo nell'uomo moderno . Milano: Sugar, ), di Sacha Nacht (Le masochisme: étude psychanalytique. Paris: Librairie Le François, 1948) e di Edmund Bergler (La nevrosi di base: regressione orale e masochismo psichico . Roma: Astrolabio, ), essenzialmente il pensiero psicoanalitico sembra essersi arenato di fronte all'ipotesi freudiana secondo cui il m