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Ho molto apprezzato i commenti ricevuti sul caso Mia, fonte di stimolo e riflessione sulla relazione terapeutica e sui bisogni evolutivi della bambina. Il trattamento era volto ad aiutare Mia a superare i sintomi di ipervigilanza, appiattimento affettivo, autosufficienza precoce e difficoltà di attaccamento, indicativi del suo trauma (Inge-Martine Pretorius, n. 2/2023, p. 325). La terapia sarebbe intervenuta nei primi anni della sua vita, per aiutarla a elaborare tale trauma e a rinforzare la sua relazione con la madre.