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«And Brutus is an honorable man» (Shakespeare , Giulio Cesare)
1 Introdotto da una Prefazione di Lorena Preta e da uno scritto dello storico dell'arte Valter Santilli, questo denso e tormentato lavoro di André Green, pubblicato in Francia nel 1992 e ora tradotto, si snoda in cinque capitoli preceduti da una Presentazione e seguiti da una Conclusione e da un Post scriptum configurando un complesso percorso che riassumerò per poi commentarlo.
2 Nella Presentazione Green riconosce a Freud uno «spirito di avventura» che lo ha portato a «cedere alla tentazione di trapiantare» (p. 3) in altri campi, tra i quali l'arte, quanto aveva ricavato dalla pratica clinica non curandosi dei rischi che ciò avrebbe comportato, in particolare il rischio di esporsi a critiche che i cultori di quel campo non risparmiarono al suo saggio del 1910 su Leonardo. Gli contestarono infatti di avere commesso l'errore, trascrivendo un ricordo di infanzia di Leonardo sul quale si articola il saggio, di avere tradotto nibio, parola che designa in italiano il nibbio, con il tedesco Geier, che corrisponde in italiano ad “avvoltoio”. Green passa in rassegna la letteratura in proposito, soffermandosi sul dibattito tra lo storico dell'arte Meyer Shapiro che aveva evidenziato l'errore, e lo psicoanalista Kurt Eissler che aveva difeso Freud. Pur non svalutando questo dibattito, Green dichiara di non volervi prendere parte. Vuole piuttosto rispondere a tre domande: perché sia gravato un «oscuramento» (p. 7) su un carboncino, noto come Cartone di Londra, composto da Leonardo in preparazione della Sant'Anna del Louvre e lasciato «incompiuto»; perché lo stesso Freud gli abbia rivolto
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un'attenzione «limitata e tardiva» (p. 7); e perché quell'opera a