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Diventare madre è il terzo libro tradotto in italiano della psicoanalista e medico francese Monique Bydlowski. I primi due sono Il debito di vita. I segreti della filiazione, del 1997 (Urbino: Quattroventi, ), e Sognare un figlio. L'esperienza interiore della maternità, del 2000 (Bologna: Pendragon, ). I suoi numerosi lavori sono il frutto di una vita di impegno nell'ambito della maternità e abbracciano campi diversi: dalla neurologia, alla psichiatria, all'antropologia, alla psicoanalisi. Soprattutto grazie a quest'ultima, la Bydlowski ha esplorato luci e ombre che caratterizzano l'esperienza del diventare madre: la gravidanza e la nascita di un essere umano sono momenti di fondamentale importanza per la donna e per il neonato, che richiedono un lavoro psichico imponente e un riassetto delle relazioni famigliari. Davvero illuminanti sono, a mio avviso, le numerose esemplificazioni cliniche che illustrano il suo approccio. Il libro, che nella Prefazione Lenio Rizzo definisce «un romanzo storico dell'ostetricia», propone una riflessione a tutto campo, necessaria in un'epoca in cui «le tecniche di contraccezione efficaci e la procreazione medicalmente assistita hanno permesso di dissociare la fecondità umana dalla sessualità e di considerare il desiderio di un figlio da un punto di vista individuale e innovativo» (p. 23).
La prima parte, di sei capitoli, è intitolata “Dalla gravidanza ai primi legami: un percorso interiore”. L'attesa e la nascita di un bambino innescano una crisi specifica e diversa per madre e padre di cui l'Autrice analizza la natura e le conseguenze. Il neonato emerge dal ventre materno in una condizione fisica di impotenza, ma tuttavia già gravato da un fardello di aspettative, rappresentazioni anticipatorie consce e inconsce, proiezioni. Queste, a un occhio e un orecchio attenti, si palesano già durante la gravidanza e condizionano potentemente il suo sviluppo, come già messo in luce da Selma Fraiberg nel 1975 (Selma Fraiberg, Edna Adelson & Vivia