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Se è vero, come gli antichi Greci credevano, che il sogno passa attraverso molte porte, lo stile a tratti poetico di Lingiardi si propone di accompagnare questo passaggio dalla storia più remota fino alle ultime indagini neuroscientifiche, restituendo una veduta d'insieme della fenomenologia onirica. In un testo di agile lettura, che si rivolge anche a un pubblico di non addetti ai lavori, l'Autore attraversa secoli di studi e ricerche, talvolta riassumendone in poche pagine la complessità e il travaglio. Se questo permette di ricavare un quadro sinottico dello statuto epistemologico cui il sogno è assurto nel corso dei secoli, tuttavia rimane vivida l'impressione che alcune tematiche fossero meritevoli di un ulteriore approfondimento: in prima istanza il rapporto che lega il sogno e la psicopatologia, un punto che aveva sollevato l'interesse di Freud sin dalla pubblicazione della Traumdeutung e che Lingiardi preferisce archiviare.
Non sfugge, tuttavia, ai clinici la possibilità di individuare nel materiale onirico dei pazienti alcune “costanti di senso”, le quali, lungi dall'ingabbiare le immagini oniriche in rigide tassonomie, orientano e suggeriscono anche considerazioni di natura prognostica. Si pensi al volume Una o più anoressie, curato da Anna Maria Nicolò e Luisa Russo (Roma: Borla, ): i diversi casi clinici esposti sono sempre accompagnati anche da dettagliati report di sogni delle pazienti in cui abbondano madri abusanti, dai tratti quasi stregoneschi; figure maschili deboli che occupano spazi marginali anche all'interno della scena onirica; paesaggi e oggetti che raccontano l'assenza di contenimento emotivo e l'angoscia che ne deriva. Ancora, si potrebbe citare Psicosi e dintorni di Orazio Costantino (Roma: Borla, ): nei suoi resoconti clinici, i sogni dei pazienti restituiscono con vividezza l'annichilente mimesi con un oggetto dai tratti persecutori, il desiderio e l'angoscia della fusione, la chiusura narcisistica a qualsiasi possibilità di relazionarsi