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L'editore Sellerio di Palermo ripubblica, dopo ben trentacinque anni, una nuova edizione accresciuta di un testo che susciterà l'interesse di quanti sono alla ricerca di elementi di storia della psicoanalisi che potremmo definire laterali, indiretti, marginali, nel senso di essere collocati ai bordi del mainstream (dello stesso editore si ricorda la traduzione italiana di Ida, del 2018 [Palermo: Sellerio, ], scritto da Katharina Adler, la pronipote di Ida Bauer, meglio nota come Dora, il famoso caso di Freud).
Il matrimonio epistolare è costituito dalle lettere scambiate tra Giuseppe Tomasi di Lampedusa e sua moglie, Alessandra; lettere che sono riportate a volte in lingua originale e più spesso tradotte, acutamente commentate da Caterina Cardona e integrate con uno scritto di Giorgio Manganelli dal titolo “La guerriera e il goloso” (che fu pubblicato il 4 ottobre del 1987 sul quotidiano Il Messaggero come recensione alla prima edizione del testo). «Un carteggio, quel pacchetto di lettere legate da un nastrino sbiadito, conservate in una scatola in fondo a un cassetto insieme alle fotografie di famiglia» (p. 48), chiosa Caterina Cardona, nata a Roma nel 1949, che è stata, a partire dal 2000, Direttore Scientifico delle Scuderie del Quirinale, Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura di Londra e membro del Consiglio d'Amministrazione del Maxxi, dopo una lunga attività di giornalismo culturale.
Nella nuova Introduzione della Cardona, datata agosto 2022, è richiamata la vicenda della scoperta delle lettere tra il nobile siciliano e Licy, come era chiamata familiarmente Alessandra, mentre nel brano che segue, cioè nella Introduzione all'edizione del 1987, l'Autrice riflette sull'importanza delle missive e ne scandisce i tempi in Quattro ampi settori, collocati tra l'aprile-maggio 1932 (l'anno del matrimonio tra Giuseppe e Alessandra) e l'autunno del 1950.
Il primo capitolo si apre con una lettera in cui Giuseppe Tomasi, principe di Lampedusa e duca di Parma, racconta ad