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Dopo aver cercato di ricostruire i termini della proposta di Giuseppe Civitarese (2023a, 2023b, 2023c) di fondare la psicoanalisi intersoggettiva sul pensiero del filosofo Husserl, e la conseguente discussione da parte di Filippo Maria Ferro & Giuseppe Riefolo (2023) e da parte di Mauro Fornaro (2023a, 20323b), si propone di cercare di ricostruire la storia del tema dell'intersoggettività in psicoanalisi partendo dalla sua rifondazione sotto la denominazione di “interpersonale” da parte di Harry Stack Sullivan. Soltanto dopo l'introduzione del concetto di identificazione proiettiva da parte di Melanie Klein nel 1946 e la rivisitazione del concetto di controtransfert da parte di Paula Heimann nel 1950, anche il mainstream psicoanalitico cominciò a muoversi in questa direzione, valendosi in parte anche dell'importante apporto di quei filosofi europei che avevano posto l'intersoggettività al centro della loro riflessione. Dalla partecipazione analitica siamo così arrivati alla co-creazione della seduta. Questo è il contesto in cui è più utile collocare il dibattito sollevato da Civitarese e in cui esso può svilupparsi nel modo migliore.