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Non è facile parlare di Rumore. È un testo complesso, costruito su più livelli e che tocca moltissimi ambiti a volte in modo controintuitivo rispetto al pensiero di senso comune. Si pone nel solco delle ricerche che, per oltre mezzo secolo, con il cosiddetto Heuristics and Biases Program hanno contribuito al superamento della visione dell'uomo come di un essere che prende razionalmente le decisioni ed è disturbato in questa razionalità solo da aspetti di tipo emotivo o affettivo. Questo modello trova le sue prime crisi in Herbert Simon (1957) e nel suo concetto di razionalità limitata.
Kahneman, con il suo lavoro (basti ricordare nella vastissima produzione scientifica “Judgment under uncertainty: Heuristics and biases”, scritto in collaborazione con Tverski nel 1974), delinea questi aspetti di irrazionalità mettendo a fuoco con chiarezza le scorciatoie di pensiero (euristiche) e i bias cognitivi che le consentono, e soprattutto mostrando come questa irrazionalità rappresenti un elemento strutturale, generalizzato e costante, teso a risparmiare energia cognitiva. In “Prospect theory: An analysis of decision under risk” (Kahneman & Tversky, 1979) poi mette la parola fine all'illusione di un'economia centrata sul concetto di utilità attesa spiegando di fatto quello che i raffinati modelli economici razionali non erano stati in grado di spiegare.