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Questo volume, corredato da una ricca bibliografia al termine di ogni capitolo, ha una prefazione di Peter Fonagy ed è curato da tre Autori che si occupano di disturbi del comportamento alimentare (DCA) in Inghilterra (Paul Robinson, psichiatra e psicoterapeuta, professore associato del Nutrition Science Group dell‘University College London [UCL]) e in Norvegia (Finn Skårderud, psichiatra e psicoterapeuta, professore alla Università di Oslo e al Lillehammer University College; Bente Sommerfeldt, psicologa clinica, direttrice dell‘Institute for Eating Disordersdi Oslo e membro del Norwegian Institute for Mentalizing). Si compone di 15 capitoli che vanno a delineare la traiettoria teorico-clinica del trattamento basato sulla mentalizzazione per i DCA, dalle basi agli interventi via via più specifici per implementare la terapia, per esempio la psicoeducazione, il lavoro col gruppo, con le famiglie, in ospedale, etc.
A partire da un'introduzione storica e teorica sul costrutto della mentalizzazione, gli Autori illustrano un modello di trattamento per i DCA che non propone descrizioni dettagliate di tecniche e strategie seduta per seduta, perché, come nel trattamento basato sulla mentalizzazione (Mentalization-Based Treatment [MBT]) per il disturbo borderline di personalità (Peter Fonagy & Anthony Bateman, Il trattamento basato sulla mentalizzazione. Psicoterapia con il paziente borderline . Milano: Raffaello Cortina, ), questo approccio è improntato principalmente alla creazione di una relazione terapeutica stabile e sicura. Infatti, come negli anni è emerso da vari ambiti teorici e clinici che hanno confermato intuizioni ed esperienze cliniche note da tempo, «solo un paziente che si sente al sicuro trova il coraggio di cambiare» (p. 29). È nel cap. 4 che vengono descritte quali competenze deve sviluppare un terapeuta mentalizzante, a partire dal concetto, ripetuto più volte negli ultimi anni, che «se un terapeuta fa bene il suo lavoro, tutte le forme di psicoterapia pro