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Sessant’anni fa, l’8 marzo 1964, concludeva la sua vita Franz Alexander, fondatore della “medicina psicosomatica”, un medico psicoanalista che ha lavorato per migliorare la tecnica del trattamento psicoanalitico e che ha avuto la capacità, dipendente dalla sua vasta e solida cultura interdisciplinare, di andare oltre la rivoluzione freudiana prospettando un salto epocale nella capacità di prendersi cura dell’essere umano. Vengono ricostruite le novità e l’originalità del paradigma proposto da Alexander, giudicato di pregnante attualità sia sul piano scientifico sia su quello clinico. Vengono anche ricostruite le critiche e i travisamenti dell’elaborazione di Alexander che sono giunti nel tempo sia in ambito psicoanalitico che in quello psicosomatico, determinandone la sua espulsione dalla riflessione contemporanea. L’abbandono della prospettiva di Alexander spiega anche il progressivo declino della psicosomatica negli ultimi decenni.