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Riteniamo che nel commento di Piero Porcelli (2024) vi sia una rappresentazione delle teorizzazioni di Franz Alexander che non trova riscontro nelle sue opere. Alexander non identifica il conflitto intrapsichico come variabile indipendente da cui sorgerebbe la malattia, e non è riscontrabile che per Alexander la psicosomatica riguardi alcune malattie e non un metodo. Alexander propone esattamente un metodo di indagine della sofferenza psichica che contempla l’esame dell’organismo nella sua interezza, realizzato da una équipe che include competenze di medicina interna e di psichiatria. Concordiamo con l’analisi di Mauro Fornaro (2024) sulle dinamiche post-Alexander che hanno portato alla crisi della psicosomatica e sulla necessità di tornare a ragionare in termini di paradigma, centrato non sulle relazioni mente/corpo ma sull’organismo, nelle sue dimensioni psichiche e biologiche, di cui la ricerca contemporanea, basata sulla PsicoNeuroEndocrinoImmunologia (PNEI), illustra efficacemente le influenze reciproche. La PNEI rappresenta un avanzamento del paradigma presentato da Alexander.