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Più volte annunciata nell'ultimo decennio, è apparsa infine nel giugno di quest'anno la Revised Standard Edition of the Complete Psychological Works of Sigmund Freud (RSE), frutto del lavoro trentennale di revisione della più nota Standard Edition (SE), la traduzione in lingua inglese delle opere freudiane realizzata da James Strachey e pubblicata a Londra da Hogarth Press e dall'Institute of Psycho-Analysis tra il 1953 e il 1974. Già nel 2013, nelle sue “Notes on the Revised Standard Edition” (Psychoanalytic Review, 100, 1: 201-210), Solms tracciava una breve storia editoriale e politico-istituzionale della RSE, di cui divenne responsabile nel 1995, condotta secondo le indicazioni del comitato presieduto da Pearl King e composto da Alex Pollock, Joseph Sandler, Riccardo Steiner e Clifford Yorke. Lo stesso Steiner, esperto internazionale di storia della psicoanalisi (ha curato con Pearl King il volume The Freud-Klein Controversies 1941-45. London: Tavistock, ), ha contribuito attivamente alle scelte editoriali che hanno guidato la realizzazione della RSE, assieme a Ilse Grubrich-Simitis, altra importante ricercatrice e psicoanalista, cui si deve la cura e la pubblicazione di vari inediti freudiani. Sempre nel 2013 Solms annunciava anche la realizzazione dei Complete Neuroscientific Works of Sigmund Freud in 4 volumi, in cui saranno raccolti gli scritti prepsicoanalitici del Freud neurologo.
Benché già nel 2013 il progetto di revisione della SE fosse dato per concluso, è stato però necessario un notevole lasso di tempo perché l'opera arrivasse alle stampe, e questo fa pensare. Non lo sappiamo, ma forse ha inciso su questo la volontà di Solms di “non correggere” Strachey, di limitarsi a emendare la SE da un punto lessicale solo laddove fosse strettamente necessario (vedi oltre), integrandola comunque con numerose note ai testi e inediti freudiani di sicura importanza. A fronte di questi primi elementi, è chiaro che una valutazione storica dei meriti e dei limiti della