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Una dimensione difficile da accettare e da accogliere è quella autofondativa, per noi umani che tendiamo a consegnarci costantemente alla ricerca di una causa prima e finiamo per trovarla. Eppure a distinguerci e a distinguere la nostra vita è proprio la conoscenza intesa come una permanente produzione di mondi attraverso il processo stesso del vivere. Un orientamento epistemologico basato su un paradigma corporeo e attento alla relazione e all'esperienza può contribuire alla comprensione del “problema difficile” della coscienza e del rapporto fra neuroscienze affettive e cognitive, da una parte, e psicoterapia e psicoanalisi, dall'altra.