You do not currently have permission to view the full text for this document. Please sign in to an account with an active subscription or contact support.
Dopo la pubblicazione nel 2022 di Rivelazioni dell'incompiuto, del 1992 (si veda la recensione-saggio di Luigi Antonello Armando in Psicoterapia e Scienze Umane, 3/2023, pp. 511-516), Alpes propone al pubblico italiano un nuovo inedito di André Green, a cura del medico e psicoterapeuta Valter Santilli. Si tratta di La lettera e la morte, una raccolta di undici entretiens che lo psicoanalista francese ebbe nei primi anni 2000 con la scrittrice libanese Dominique Eddé attorno al tema dei rapporti tra psicoanalisi e letteratura. Si tratta di un filone di ricerca per nulla secondario cui Green è costantemente tornato negli anni con continue e originali riflessioni e proposte circa le strette implicazioni tra psicoanalisi, letteratura e teatro - basti ricordare testi come Un œil en trop: le complexe d’œdipe dans la tragédie (Paris: Éditions de Minuit, ), Amleto e “Amleto”. Una rappresentazione psicoanalitica della rappresentazione del 1982 (Roma: Borla, ), Slegare. Psicoanalisi, antropologia e letteratura del 1992 (Roma: Borla, ), nonché il più recente Joseph Conrad: le premier commandement (Paris: Éditions In Press, ). A differenza dei lavori scritti, le interviste qui proposte hanno certamente un «carattere crudo e improvvisato» (p. XXVII), come ci ricorda la Eddé nella sua Prefazione, e somigliando piuttosto al va e vieni della libera associazione o dell'improvvisazione mostrano «un uomo solo che pensa in presenza di qualcuno» (ibidem). Giovanni De Renzis, nella sua bella Prefazione all'edizione italiana (pp. V-XII), opportunamente sottolinea quindi come il volume è «esemplare nel far risaltare la complessità e l'originalità del pensiero di Green armonizzandole con la vivacità di una conversazione capace di far emergere stimoli imprevisti, associazioni, rilanci e aperture che soltanto l'immediatezza di una reciprocità dialogica possono riuscire a “provocare”» (p. VIII). D'altronde, come poi evidenziato da Green, nel caso della lettura è «l'analista [a essere] l'analiz