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«Nella primavera del 1921, Sándor Ferenczi contatta per la prima volta Georg Groddeck, con una lettera dai toni formali. Già quattro anni prima, la sua attenzione era stata richiamata da Sigmund Freud…» (p. 5). Con queste parole Michael Giefer, il curatore tedesco del carteggio, introduce il lettore in queste affascinanti pagine che ci riportano a circa un secolo fa, in un periodo storico di grande importanza per il movimento psicoanalitico internazionale e per alcuni sviluppi delle teorie analitiche a opera non solo di Freud - basti pensare che sono gli anni della pubblicazione di Al di là del principio di piacere , de Lo scrutatore d'anime. Un romanzo psicoanalitico di Groddeck e del saggio di Ferenczi Ulteriore estensione della “tecnica attiva” in psicoanalisi .
Il testo che Michele Lualdi ha tradotto, curato ed arricchito con un impressionante apparato di note e con ampie riflessioni personali è così strutturato. Alla “Introduzione” e alla “Nota editoriale” di Michael Giefer fa seguito la “Nota e ringraziamenti del traduttore italiano”. Ecco, quindi, le lettere (cinquantadue lettere e cartoline scritte da Ferenczi, tre di Groddeck a Ferenczi stesso, e una di Groddeck a Gizella Ferenczi). Nella sezione seguente del volume, dal titolo “Appendici”, sono riportati vari altri scambi epistolari, tra cui le lettere tra Frigyes Kovács e la moglie Vilma Kovács (tutte lettere che saranno poi commentate nelle pagine finali del libro da Lualdi); è quindi la volta del “Prospetto delle lettere”, le date dei “Soggiorni di Sándor Ferenczi a Baden-Baden” e delle sintetiche “Note biografiche” relative alle persone nominate nei carteggi.
Per comprendere fino in fondo il lavoro certosino svolto da Lualdi - che, va ricordato, ha curato e supervisionato l'edizione italiana dell'importante e recente saggio di Peter-André Alt, Sigmund Freud. Il medico dell'inconscio. Una biografia (; tr. it.: Milano: Hoepli, ) - si deve giungere all'ultima parte del testo dal titolo “Addenda
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