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Il libro sviluppa in modo articolato un tema molto attuale: l'incidenza del digitale nelle manifestazioni cliniche dei giovani. Pochi giorni dopo la pubblicazione de Il narcisismo del You (marzo 2024), sulle pagine di un quotidiano nazionale, Il Foglio, è apparso un editoriale a firma del direttore dal titolo “Motivi saggi e non luddisti per impedire ai propri figli di avere uno smartphone prima del liceo”. L'ennesima catastrofe annunciata per la salute mentale dei giovani della generazione Z causata dall'uso del cellulare e dei social. Il quotidiano faceva riferimento alle tesi di un libro dello psicologo sociale americano Jonathan Haidt, La generazione ansiosa. Come i social hanno rovinato i nostri figli (Milano: Rizzoli, ). Lo stesso allarme è successivamente stato raccolto dal settimanale Internazionale (, : 40-49) con un articolo a firma dello stesso Haidt, “Un'infanzia al telefono”. L'autore riprende i dati più rilevanti del suo libro e offre ai preoccupati genitori raccomandazioni. Una ricercatrice anglosassone ha risposto all'allarme di Haidt con l'articolo “Una tesi allarmistica senza basi scientifiche” (Candice L. Odgers, The great rewiring unplugged. Is social media really behind an epidemic of teenage mental illness? Nature, , 628: 29-30), in cui afferma che l'allarme contribuirà al successo del libro (perché è in linea con le peggiori aspettative dei genitori), ma nota che le argomentazioni di Haidt restano metodologicamente fragili, perché si fondano su una correlazione che non ci permette di formulare alcuna specifica causalità. Sia come ricercatrice che come madre, l'autrice sostiene che i device non sono direttamente causa di depressione ma possono essere il rifugio per giovani già depressi.