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Ich bin zuversichtlich, wir erobern bald die Psychiatrie: è questo il titolo scelto dall'editore tedesco per l'epistolario che l'editore Alpes ha appena pubblicato nella collana “Carteggi freudiani”, a breve distanza dalla poderosa corrispondenza tra Freud e Abraham (recensita in Psicoterapia e Scienze Umane, n. 1/2024, pp. 130-135). «Sono fiducioso che presto conquisteremo la psichiatria», scriveva in effetti Freud il 30 dicembre 1906 (lettera 12F, p. 20) allo “stimato collega” Eugen Bleuler, all'epoca direttore della clinica Burghölzli di Zurigo e pioniere degli studi sulla schizofrenia. I due, pressoché coetanei (Bleuler era minore di un anno di Freud, che gli sopravvisse poi solo di qualche mese), erano forse entrati in contatto già nel 1892, quando lo svizzero aveva preso posizione in favore del saggio freudiano sulle afasie dell'anno precedente, secondo quanto riferisce nell’“Introduzione” (pp. XV-XVII) Tina Joos-Bleuler, figlia di Manfred Bleuler, primogenito di Eugen. La prima missiva qui riportata è invero del 1898 (lettera 1B, 28 settembre, p. 1), in cui Bleuler informa in toni piuttosto formali lo “stimatissimo collega” in merito alla prassi di invio di pazienti alla sua clinica psichiatrica. Oltre a questa prima breve missiva, il carteggio tra i due corrispondenti consta di altre 78 lettere (55 di Breuer e 23 di Freud), arricchite da un corposo apparato di note dei curatori italiani e tedesco, che coprono un arco di tempo ultratrentennale. Come ci informano le “Note introduttive” (pp. VII-XIII), si tratta di una documentazione purtroppo incompleta, dato che gli scambi epistolari tra i due furono certamente ben più numerosi, nonché lacunosa, soprattutto per quanto riguarda le lettere di Freud; Tina Joos-Bleuler ci informa poi dei numerosi motivi addotti da Manfred Bleuler a non pubblicare questo materiale «prezioso» (p. XV), che Michael Schröter, curatore dell'edizione in lingua originale, è riuscito infine a dare alle stampe solo nel 2012 – non ultimo fo