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Gli psicoterapeuti svolgono l'attività professionale entro vincoli deontologici di collaborazione, lealtà e condivisione di conoscenze: in quest'ambito favorevole viene evidenziato quanto il complesso fraterno (come insieme organizzato di elementi inconsci e rappresentazioni che penetrano nella dimensione intersoggettiva a partire dai processi mentali individuali) possa interferire con i rapporti di colleganza. L'insieme “fraterno” non garantisce la qualità della relazione in termini supportivi o di collegialità solidale, ma nemmeno si limita a stimolarla nella banale competizione: intransigenza, sollecitazioni persecutorie o espulsive, angosce di indifferenziazione ed esercizio del potere sull'asse dominanza/sottomissione sono alcuni dei possibili fattori di interferenza nelle relazioni tra psicoterapeuti, fino a riversarsi sfavorevolmente in alcuni ambiti ma, con un'intensità superiore e a volte insormontabile, in quello peritale, del quale vengono descritte le specificità.