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Il discorso plenario di William Glover (n. 1/2024) introduce l'annata 2024 del Journal of the American Psychoanalytic Association (JAPA) e precorre di poco l'approvazione dell'emendamento allo statuto che estende l'adesione all'American Psychoanalytic Association (APsaA) a tutti coloro che condividono un impegno per la psicoanalisi. Attraverso la storia del movimento psicoanalitico Glover analizza le motivazioni delle resistenze al cambiamento, e attraverso la lente degli studi sociali mostra la struttura chiusa e di privilegio dell'organizzazione, poiché l'APsaA è tuttora percepita come rappresentante di una professione elitaria radicata nei privilegi. L'urgenza delle molteplici crisi sociali e ambientali ha obbligato invece ad accelerare l'adattamento alle richieste interne di maggiore democrazia e inclusività dando più spazio alla dimensione sociale del discorso psicoanalitico in tutte le sue declinazioni.
In effetti, i lavori pubblicati nel 2024 ci sembrano lo specchio di questa posizione, con relativamente pochi articoli originali, casi clinici e l'apertura a contributi provenienti dall'ambito culturale, soprattutto letterario. Nel n. 1/2024, nella sua introduzione alla nuova sezione “Saggio creativo”, Kerry Malawista presenta saggi di scrittori proposti appositamente per la rivista, invitando a riflettere sulla complessità dell'esperienza umana, senza tuttavia approfondire i temi toccati. Apre la sezione lo scritto del vincitore del Premio Pulitzer Richard Russo che, prendendo spunto dal film del 1969 Butch Cassidy, indaga sulle paure umane più profonde quando si ribaltano le prospettive. Molto avvincenti sono le narrazioni autobiografiche di Kerry Malawista stessa sul ricordo della madre (n. 5/2024) e di Martha Southgate (n. 6/2024) sull'esperienza di abuso della propria madre in una famiglia afroamericana e sul valore del silenzio.
Per quanto riguarda la teoria, ampio spazio prende l'articolo di Anne Erreich (n. 1/2024) (tradotto nel n. 3/2024 di Psicoterapia