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Il n. 1/2024 del Quarterly si apre con una breve comunicazione a firma dell'editor, Lucy Lafarge, che informa i lettori dei cambiamenti in essere. Con il titolo “Comings and Goings”, nell'editoriale si annuncia che Sydney Anderson, Seth Aronson, Andrew Druck, Judy Kantrowitz e Steve Purcell hanno lasciato l'Editorial Board e sono subentrati come membri a pieno titolo Alison Brown, Johanna Malone, Edward Shapiro e Elizabeth Weinberg, mentre Bernadine Han e Theodore Murray sono stati nominati Editorial Associates.
Varrebbe la pena leggere questa annata 2024 del Quarterly solo per studiare e tornare a consultare i “cinque articoli sull'inizio della psicoanalisi” contenuti nel n. 4/2024 e introdotti da un altrettanto interessante sintetico saggio a firma di Wendy Katz, psicologa clinica e psicoanalista, docente al Columbia Center for Psychoanalytic Training and Research, già componente del comitato editoriale del Journal of the American Psychoanalytic Association.
Sono cinque gli analisti, di diverso orientamento, chiamati a rispondere a questa sollecitazione, ed è interessante notare non solo che ognuno affronta la questione con un'angolazione diversa, ma anche che inevitabilmente la domanda si intreccia con quella di fondo sul “cosa è” la psicoanalisi e cosa rappresenta il percorso analitico (per entrambi i membri della coppia), dalla “partita a scacchi” (immagine evocata da Sigmund Freud circa le prime mosse nell'incontro analitico) fino al chiedersi se possa esistere un vero e proprio inizio del trattamento e che senso può avere concettualizzarlo. Alcuni ne parlano puntando l'attenzione sulla cosiddetta “prima intervista” o sui tradizionali (ma non più costantemente effettuati) primi colloqui, altri su un periodo indefinito di sedute iniziali o di apertura, altri ancora vedono solo il mettersi in moto di un processo che ha superato, di fatto, la vecchia indicazione circa l'analizzabilità del soggetto, orientandosi verso l'idea che chiunque è analizzabile e può trarre