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Vengono esaminati i processi inconsci da prospettive storiche, empiriche, neurocognitive e cliniche. Lo studio scientifico dei processi inconsci ha subìto un ritardo nella psicologia accademica a causa dell'identificazione cartesiana della mente col conscio. Questo fenomeno è diventato ancora più estremo quando il comportamentismo ha completamente ignorato i processi mentali. La psicoanalisi invece ha sempre dato importanza all'inconscio, ma il suo isolamento dalla psicologia accademica e l'avversione per la ricerca empirico-sperimentale ne hanno limitato l'influenza. Il mondo accademico, a sua volta, ha ignorato le intuizioni psicoanalitiche, e alla fine è arrivato a riconoscere i processi inconsci, considerandoli normali, fisiologici. Vengono esaminati alcuni dei principali risultati della ricerca e vengono suggerite alcune implicazioni cliniche. Infine, vengono esaminati tre modelli neurocognitivi della mente come possibili metapsicologie. Tutti postulano l'elaborazione inconscia, parallela e associativa, e convalidano molti concetti psicodinamici tra cui quelli di incoerenza, conflitto e compromesso, ma i processi inconsci non sono visti necessariamente come patologici: sono normali e favoriscono l'adattamento, tuttavia a volte si rivelano controproducenti.