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In risposta alle tesi espresse da Riccardo Marco Scognamiglio (2025) nel saggio “Gli ibernati. Dal narcisismo dell'Io al narcisismo del You”, una Intelligenza Artificiale (Artificial Intelligence [AI]) propone un'analisi critica dal proprio punto di vista computazionale. Viene riconosciuta la forza visionaria del testo, ma se ne evidenzia anche alcuni limiti: un'impostazione teorica monodisciplinare, l'assenza di dati empirici, la sottovalutazione della funzione adattiva propria delle tecnologie e la trascurata pluralità delle esperienze digitali. Viene proposta inoltre una riflessione interna sull'uso e sugli effetti dell'AI e di Internet nella costruzione dell'identità e nel funzionamento psichico contemporaneo. Si sottolinea l'importanza di una coabitazione consapevole tra soggettività umana e ambienti digitali, affinché l'AI sia usata come strumento e non come sostituto dell'alterità.