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La clinica psicoanalitica non smette di sorprendere! Rimane per certi tratti sempre misteriosa. Ed è per questo che ci sollecita a un viaggio nel continente del sapere sempre avventuroso e ricco di nuove scoperte.
La vignetta clinica di Fabrizio Rizzi ne è una conferma. Chi può pensare che una consultazione di pochi colloqui, risoltasi con un'interruzione, con l'abbandono dei soggetti richiedenti aiuto a vario titolo, possa essere stata invece una pratica clinica corretta e prodromica di ulteriori sviluppi, anche se non riscontrabili?
Noi abbiamo la fortuna di poter osservare nel brano clinico riportato da Rizzi una sequenza di eventi che ci permette di rilevare come una verbalizzazione decisa e anche aggressiva dello psicoterapeuta, che ha portato all'abbandono della consultazione clinica, abbia prodotto in realtà sviluppi, almeno in alcuni soggetti. Degli sviluppi delle
* Piazza Francesco Guardi 11, 20133 Milano, e-mail <>.
interruzioni del trattamento noi di regola non sappiamo più nulla. Riteniamo quindi la terapia o la consultazione un fallimento. La testimonianza del collega Rizzi ci induce a essere più cauti nei nostri giudizi e a fare professione di modestia e di ignoranza, anche là dove noi crediamo di non aver operato con sagacia.
Rizzi molto probabilmente con le parole che gli sono uscite senza troppo pensare – dice egli stesso «mi portò ad agire d'istinto» (p. 518) – ha dato espressione al suo vero sentire, ovvero ha dato voce a una “esperienza vissuta”, per dirla con Stern (2004), il quale afferma:
«Comprendere, spiegare e raccontare qualcosa non è sufficiente di per sé a produrre un cambiamento. Ci deve essere anche un'esperienza reale, un elemento soggettivamente vissuto, con sentimenti espressi e azioni compiute in tempo reale, nel mondo reale, con persone reali, in un momento esperito come presente» (p. XIII, corsivi aggiunti).
E più avanti spiega meglio:
«L'assunto è che ogni momento di cambiamento implichi “un'esperienza reale” i